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Growth Hacking

Cosa significa Growth Hacking

Il Growth Hacking è un processo di sperimentazione rapida sul prodotto e sui canali di marketing per trovare il modo più efficiente per far crescere un business

Cerchiamo di spiegare cosa è il Growth Hacking: Aeroporto di Houston. Tensione nell’aria. In ufficio si discute dell’ennesima lamentela ricevuta sui tempi d’attesa al ritiro bagagli. Grazie ad alcune rilevazioni viene calcolato che il tempo medio di attesa è di 9 minuti, e a quanto pare bastano a far innervosire i viaggiatori. Questa lamentela comincia a figurare in tutti i sondaggi come feedback negativo numero 1. Bisogna fare qualcosa. L’aeroporto investe 1 milione di dollari per re-ingegnerizzare il processo di gestione dei bagagli all’atterraggio, e riesce ad abbassare il tempo media d’attesa da 9 a 6 minuti. E’ un guadagno del 33%, un grandissimo successo. Vengono effettuati nuovamente i sondaggi. Niente da fare: il tempo d’attesa al ritiro bagagli mantiene il 1 0 posto nella lista delle lamentele. La soluzione definitiva viene dall’interno: qualche mente creativa propone di riposizionare il punto di sbarco. In questo modo i viaggiatori devono impiegare circa 5 minuti a piedi per raggiungere il punto di ritiro dei bagagli. Questa semplice trovata, a costo zero, abbassa il tempo di attesa effettivo ad un solo minuto. Improvvisamente le lamentele spariscono del tutto. L’aeroporto di Houston ha “hackerato” il problema.

Il termine growth hacking è composto da due radici

– GROWTH: significa crescita. È l’obiettivo verso il quale ogni growth hacker punta in maniera ossessiva e allo stesso tempo la metrica con cui misura i risultati raggiunti
– HACKING: rappresenta il fulcro del mindset di un growth hacker e si traduce nella capacità di affrontare i problemi attraverso il pensiero laterale.

In breve un hacker è qualcuno che è più preoccupato di raggiungere un obiettivo

Ma cosa si intende esattamente per hacker?  Nella nostra cultura il termine ha assunto delle connotazioni negative, spesso associate alla pirateria informatica e a un approccio del tutto immorale alla programmazione: usata come strumento per fare truffe, rubare dati e, essenzialmente, fare danni a terzi.

Questo termine ha almeno tre significati:
– da un punto di vista strettamente grammaticale, il verbo “to hack” significa “tagliare con l’accetta” o “rompere la superficie” di qualcosa
– in secondo luogo, “hacker” rappresenta l’attività del programmatore, il cosiddetto “smanettone”: qualcuno capace di dare istruzioni a una macchina per farle fare qualcosa
– in maniera più ampia, si può concepire l’hacker come qualcuno che pensa fuori dagli schemi. Qualcuno che arriva dritto al cuore del problema, ignora le regole e propone nuove soluzioni per risolverlo.

Qualcuno che ha bene in mente il risultato atteso e, in qualche modo, trova la via per arrivarci.
Questo è il motivo per il quale gli hacker spesso tirano fuori soluzioni creative e inedite per raggiungere i loro scopi.
Prendi l’esempio classico di un hacker che prova ad accedere a un sistema informatico: non importa realmente come ci riesce (dal momento che non c’è un procedimento standard), qualunque cosa funzioni è per lui uno strumento utile. Lo stesso discorso vale per i growth hacker e la crescita aziendale.

Un growth hacker è un particolare tipo di hacker, il cui obiettivo è quello di trovare il modo più efficace per far crescere le metriche chiave di un prodotto o servizio